Ciao Riccardo
riccardone:mi sembra che sei andato un po' oltre davanti a un post iniziale che dice tutto e niente.
Penso siano cose che capitano. Spesso mi trovo davanti a persone in aula che mi dicono "ma questa cosa mi era stata detta da..." e io mi mordo la lingua per evitare di parlare male non in presenza dell'interessato soprattutto perchè nel 99% dei casi, l'informazione è semplicemente mal riportata e non inserita nel contesto di un discorso più ampio.
Leggendo il post di rigor73 le cose sono piuttosto chiare e fino a prova contraria mi fido di ciò che una persona dice, soprattutto perchè conosco molto bene il mondo della formazione IT e so per certo che purtroppo accade non di rado che un docente tenga un corso di cui non sa neanche di cosa parla.
Riguardo al "discorso più ampio" concordo che te in linea di principio, ma non in questo caso. Qui c'è un'oggettività tecnica molto semplice e non si può pensare che una cosa oggettivamente verificabile possa cambiare in funzione di un discorso "più ampio". Un errore è un errore, punto.
riccardone:When you use a standard view, there is an inherent performance overhead because SQL
Server must execute SELECT statements against one or more tables to retrieve data for
the view each time it is accessed. This overhead is increased if views are nested
Questo è vero anche se al posto di viste usi subquery o CTE. Non vedo quindi come sostenere che l'uso di una vista possa peggiorare le performance. Questo è facilmente verificabile da chiunque si prenda la briga di farlo o lavori veramente su SQL Server. Certo che se il docente legge solo il MOC o il BOL allora queste cose non potra mai saperle e non potrà interpretare correttamente ciò che viene scritto anche nel materiale ufficiale che - per inciso - non è certo esente da errori.
Che poi sia meglio evitare di avere visti troppo nidificate è vero, ma per una questione di efficienza nella manutenzione, non di performance. E questo è una differenza importantissima da spiegare, soprattutto se chi lo sta facendo è un docente, alla quale le persone si affidano per imparare non per avere informazioni errate, che poi inficiano la qualità del loro lavoro. Se ciò non accade c'è una grossa mancanza di rispetto per il cliente e per la propria professionalità, cosa che rovina semplicemente il mercato. E chiunque faccia questo lavoro in modo serio, sa quanto ciò che sto dicendo sia vero.
Concludo dicendo che se fossi un'azienda che ha pagato per un corso (e si paga in termini di soldi ma anche in termini di tempo), facendo un investimento (perchè alla fine questo è ciò che è realmente un corso), non potrei accettare il discorso del "sono cose che capitano". La formazione è fondamentale per competere in questo mercato, quindi queste cose non devono capitare. Punto.