Mi capita spesso di vedere unità di storage di 12 o 14 dischi configurate in un unico volume RAID5 perchè così è stato suggerito dal fornitore dell'hw (
) e capita anche spesso che nei newsgroup/forum vengano posti quesiti su come organizzare al meglio i dischi nell'implementazione di un database server.I suggerimenti, per forza di cose generici in assenza di una analisi più o meno approfondita, alla fine sono sempre gli stessi, ovvero quello di utilizzare un RAID1 se sono prevalenti le attività di scrittura ed utilizzare un RAID5 se si vogliono privilegiare le attività di lettura e posizionare su ciascun volume i file secondo la loro destinazione d'uso.
Questa mattina ho trovato questo articolo che penso possa tornare utile a molti. In particolare si legge nell'articolo che l'incremento della capacità dei dischi ha alcuni risvolti negativi sia per quanto riguarda i tempi di rebuild dell'unità RAID ma anche (soprattutto) nella distribuzione dell'IO.
Se ho bisogno di 1 TB di spazio posso decidere di acquistare 8 dischi da 150 GB ottenendo, configurandoli in RAID5, una capacità utile di (8-1) * 150 = 1050 GB; in alternativa potrei optare per acquistare 3 dischi da 500 GB ciascuno. In quest'ultimo caso, però, l'IO sarà ripartito su 3 dischi mentre con un numero di hard disk superiore, a parità di prestazioni di ciascun disco, otterrei performance decisamente migliori (e tempi di rebuild molto più bassi). Ovviamente queste considerazioni si scontrano con le necessità di memorizzare dati in quantità sempre crescenti e dal momento che l'unità fisica di storage ha un numero di slot ben delimitato non sempre è possibile utilizzare dischi di bassa capacità. Ma una scelta consapevole sulla ripartizione dei dischi che ci propone il fornitore è possibile farla... 
Buona giornata a tutti...