Il blog di Emanuele Mattei in ambito Database

Programmazione database, ado.net e database mobile

Blog

Siti

Siti Sql Server

Siti vari

Tools

Packtpub offerta di un ebook gratuito

 



Per celebrare la pubblicazione del 2000 titolo la casa editrice Packtpub http://www.packtpub.com/?utm_source=referral&utm_medium=marketingPR&utm_campaign=2000thTitle regala un ebook per ogni ebook acquistato, in pratica paghi uno e ne ricevi due.
Questa iniziativa è limitata fino al 26 marzo 2014, permette a tutti i lettori di acquistare un ebook e di riceverne un altro, selezionando tra i migliaia di titoli.

Affrettatevi c'è tempo fino al 26 marzo 2014.
Tutorial Reporting Services 2012 i grafici parte 20

Riporto l'articolo scritto prer il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_i-grafici_1265.aspx

Introduzione
In questa ventesima parte del tutorial di Reporting Services, vedremo una brevissima e lieve introduzione sull’utilizzo dei grafici in reporting services 2012, naturalmente più avanti, affronteremo in dettaglio e con indicazioni più complesse questi controlli, che offrono ottime potenzialità.

Creazione della base datiPrima di procedere alla creazione del report, dobbiamo creare una tabella che faccia al caso nostro.
Si crea una tabella denominata “Finanza” composta da tre campi (colonne) una denominata “Mese” di tipo Varchar(20) not null, una denominata “Entrate” di tipo int non null, ed una denominata “Uscite” di tipo int.
Il tutto come mostrato in figura 1.




Figura 1 – lo schema del database

Salviamo la tabella “Finanza” ed apriamola per inserire i dati.
Valorizziamo la base dati di nostro interesse, inserendo qualche mese e valori di entrata ed uscita.
Creazione del report
Terminato di inserire i dati nella tabella, si apre l’ambiente di sviluppo per Reporting Services, si crea un nuovo progetto di tipo Report.
Dopo aver aggiunto un report nel progetto, inseriamo un grafico, tramite il tasto destro del mouse.
Nel menu “Inserisci” selezioniamo la voce “Grafico”, nella finestra che viene aperta (figura 2) selezioniamo il primo a sinistra, quello relativo al menu “Colonna” il grafico “Istogramma”.



Figura 2 – La selezione del grafico

Dopo averlo selezionato confermate il tutto tramite il pulsante “OK”, in questo modo verrà inserito nel report (figura 3).



Figura 3 – il report appena inserito.

Ora dobbiamo collegare la fonte dati (dobbiamo aver impostato una connessione alla tabella precedentemente collegata, e precisamente un set di dati) al nostro grafico, in modo da visualizzare i dati.
Se facciamo click sul grafico appena aggiunto, viene visualizzata una piccola finestra (figura 4) nella quale vanno impostati i valori.

Figura 4 – La finestra per impostare i dati.

Nell’area contrassegnata con la dicitura “Valori”, facciamo click sul pulsante “+” (più) il quale permette di visualizzare i campi della fonte dati. Selezioniamo i campi relativi a “Entrata” e “Uscite” mentre nella sezione “Gruppi di categorie” selezioniamo il valore “Mese”.
Se il lettore fa caso, i campi saranno aggiunti con la formula “Sum” (figura 5) se vogliamo che non si utilizzi tale formula oppure altra funzione, dobbiamo fare click sul pulsante della freccia che va verso in basso, e dal menu che viene visualizzato (figura 5) selezionare la voce “Proprietà serie...”


Figura 5 – la formula ed il  menu per i campi.

In questo modo abbiamo la possibilità di personalizzare il dato. Nella finestra che viene aperta (figura 6) avremmo la casella “Campo valori” impostato, a questo punto tramite il pulsante “Fx” apriamo la finestra per impostare le formule.


Figura 6 – La finestra del campo

Nella finestra che viene aperta, eliminiamo la formula e facciamo click sulla categoria “Campi (nome dataset)” e selezioniamo con il doppio click il campo di nostro interesse.
Nel nostro caso abbiamo lasciato solo i nomi del campo, senza aggiungere formula.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Ora non ci resta che personalizzare il nostro report. Facciamo click con il pulsante destro del mouse, sul titolo del grafico, la casella in alto, e nel menu che viene visualizzato, selezioniamo la voce "Proprietà titolo…”, verrà aperta una finestra (figura 7) nella quale possiamo impostare il testo, la disposizione del testo (se in alto, basso, ecc) il colore, il carattere e tante altre opzioni, tramite il menu situato sulla sinistra.

Figura 7 – Il titolo e la disposizione del testo.

Impostate del testo per la casella relativo al titolo del grafico e confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Ora non resta che personalizzare anche il testo riguardante il titolo dell’asse.
Anche in quel caso fate click con il tasto destro del mouse, sul controllo e dal menu di scelta rapida che viene aperto selezionare la voce “Proprietà titolo asse…”.
Nella finestra che viene aperta, impostate del testo e confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Stessa operazione anche per il testo posizionato nella parte inferiore.
Ora non ci resta che verificare il corretto funzionamento del report, facciamo click sul pulsante “Anteprima” per visualizzare il nostro grafico.
Se non ci sono problemi, il grafico sarà come illustrato in figura 8.



Figura 8 – Il risultato finale del grafico

Conclusioni
L’articolo ha fornito una breve introduzione al mondo dei grafici di Reporting Services 2012, nei prossimi articoli, vedremo altre tipologie, ed altre funzionalità.
Reporting Services 2012, mette a disposizione dell’utente una vasta scelta di grafici, alcuni anche molto complessi o con particolare impatto visivo.

Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  
Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 
Parte 14 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-14.html
Parte 15 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_22.html
Parte 16 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_23.html
Parte 17 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-il.html
Parte 18 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/03/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 19 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/03/tutorial-reporting-services-2012-parte_19.html

Tutorial Reporting Services 2012 parte 19 autocomposizione

Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_autocomposizione-report_1262.aspx

Introduzione

In questo articolo vedremo come gestire un report da una windows application, creando il report tramit il wizard del controllo ReportViewer.
Prima di tutto, iniziamo con un nuovo progetto, in questo modo possiamo affrontare lo scenario con disinvoltura.
Ricordiamo che questo è un modo di creare report in maniera rapida e del tutto automatica tramite l’autocomposizione.
Dopo aver creato il progetto di tipo “Report Vuoto” come visto negli articoli precedenti, ci si prepara all'utilizzo del guida in linea.

Creazione del progetto

Aggiungiamo alla soluzione del report, un nuovo progetto.
Facciamo click con il tasto destro sul nome della soluzione e nel menu che viene visualizzato selezioniamo la voce “Aggiungi” e successivamente “Nuovo progetto”.
Nella finestra che viene aperta (figura 1) selezioniamo tra la categorie di sinistra il linguaggio di programmazione C# oppure Vb.Net, in base alle conoscenze del lettore.


Figura 1 – la finestra di creazione nuovo progetto

Tra i modelli preposti al centro della finestra, selezioniamo quello relativo a “Applicazione Windows Form”, ed assegniamo nella parte inferiore, relativa alla casella “Nome” un nome di progetto.
Confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Dalla barra degli strumenti, posta di norma sulla parte sinistra del nostro ambiente, selezioniamo la voce “Rapporto” e trasciniamo nella form il controllo “ReportViewer” .
Nella parte destra, troviamo uno smart tag, nel caso che selezioniamo il controllo, facciamo click su tale smart tag (figura 2) e nella finestra che viene visualizzata, selezioniamo la voce “Progetta nuovo rapporto”.

Figura 2 – La finestra dello smart tag.

Se facciamo click su tale voce, si aprirà una finestra (figura 3), nella quale ci chiede di selezionare la fonte dati.
Questo perché nel progetto non è impostato nessuna fonte dati.


Figura 3 – La scelta della fonte dati.

Selezioniamo la voce “Database” e facciamo click sul pulsante “Avanti”,  nella finestra successiva (figura 4)  selezioniamo l’opzione “Dataset”.

Figura 4 – La scelta del modello del database.

Dopo aver selezionato la voce “Dataset” fate click sul pulsante “Avanti”, nella finestra successiva, verrà riportata una casella valorizzata con le recenti connessioni dati effettuate fino a quel momento (figura 5) , nell’eventualità che non sono presenti connessioni a fonti dati, bisogna fare click sul pulsante “Nuova connessione…” il quale ci fornirà una finestra (che conosciamo bene) per impostare una connessione dati.

Figura Figura 5 – La scelta della connessione

Dopo aver selezionato la fonte dati ed il database di nostro interesse, facciamo click sul pulsante Avanti.
Ci  verrà chiesto che nome assegnare alla connessione dati (figura 6) che verrà utilizzata nel file di configurazione, lasciamo il nome che ci viene fornito.


Figura 6 – Il nome della connessione dati.

Facciamo Click sul pulsante “Avanti” . e nella finestra che ci viene preposta (figura 7) selezioniamo il nome della tabella e campi che ci interessano, a questo punto fate click sul pulsante “Fine”.

Figura Figura 7 – La finestra per la scelta dei dati.


Ci verrà visualizzata una finestra, con i campi selezionati (figura 8)  e con alune impostazione  come il nome del dataset, il nome tabella ecc.


Figura 8 – Le impostazioni

Facciamo click sul pulsante “Avanti” nella finestra che ci viene aperta (figura 9) dobbiamo impostare quali campi e come disporli nel report.


Figura 9 – la disposizione dei campi

Nella parte sinistra si trovano i campi, possiamo rendere la visualizzazione raggruppati per campo, nel nostro caso, trasciniamo i campi nella casella “Valori” e togliamo per il campo “ID” l’opzione “ “SUM”.
Facciamo click sul pulsante “Avanti”,  nella finestra successiva (figura 10) ci verrà fornita l’anteprima del report.


Figura 10 – l’aspetto del report

In questa pagina vedremo come verranno visualizzati i dati e l’aspetto del report.
Facciamo click sul pulsante “Avanti”,  in questo modo impostiamo l’aspetto grafico del report.


Figura 11 – L’aspetto grafico

Nel nostro caso l'aspetto grafico abbiamo lasciato quello fornito dal wizard, ossia blu oceano.
Facciamo click sul pulsante “Fine”, per terminare l’autocomposizione.
Nella parte destra, nella finestra “esplora soluzione..” (figura 12) , noteremo nel progetto alcuni file, uno riguardante il dataset, ossia la gestione dei dati, ed uno al report.


Figura 12 – I file relativi al report e dataset

La procedura autoguidata ha creato in maniera automatica le classi e le funzionalità che ci permettono di visualizzare un report con la fonte dati impostata durante i vari step.
Questa procedura, solleva l’utente nella creazione di tutto, permettendo in questo modo di avere una gestione dei report automatica e di semplice utilizzo.
A differenza dei precedenti articoli, in cui si crea il report e la connessione dati, questa volta viene fatta in maniera tutto automatico.
Se facciamo click sulla form, dove si trova il controllo “Reportviewer” selezioniamo il controllo per la visualizzazione dei report in questo modo ci viene attivato lo smart tag (in alto a destra) se facciamo Click su esso (figura 13), viene visualizzata una finestra nella quale possiamo impostare il report appena creato.




Figura 13 – Il report selezionato

Nell’elenco troviamo il report oppure i report creati nel progetto, nel nostro caso viene visualizzato quello creato durante l’autocomposizione.
A questo punto non ci resta che testare il tutto, mandiamo in esecuzione il nostro progetto (f5) e vedremo la nostra form visualizzare il report (figura 14) . Si fa presente al lettore che bisogna impostare il nome del server relativo alla pubblicazione del report, visto in un precedente articolo, riguardante la pubblicazione dei report.



Figura 14 – Il report appena creato nella form

Conclusioni

L’articolo ha voluto fornire al lettore la semplicità nell’utilizzare l’autocomposizione per la creazione di report da utilizzare nelle nostre applicazioni, il tutto tramite il wizard.
Anche se invitiamo tutti gli amministratori e programmatori a creare da zero il proprio progetto, permettendo in questo modo di avere pieno controllo su tutto lo scenario, dalla parte del report alla parte di programmazione.

Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  
Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 
Parte 14 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-14.html
Parte 15 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_22.html
Parte 16 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_23.html
Parte 17 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-il.html
Parte 18 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/03/tutorial-reporting-services-2012-parte.html

Recensione libro: Sql Server 2012 Guida all'uso
Scheda del libro:
Autore:
Mario De Ghetto
Prezzo: Euro  44,90
Prezzo Ebook:  Euro 29,99
Caratteristiche:
568 pag - 17x24 a colori
Numero Edizione:
2
Anno di edizione: febbraio 2013
ISBN: 9788866040828
Lingua: Italiano
Se state cercando un libro che fornisce le basi sull'utilizzo del database Microsoft Sql Server 2012, il libro Sql Server 2012 Guida all'uso http://www.***.it/libro_sql_server_2012_guida_all%27uso_38992.aspx edito della casa editrice *** http://www.***.it/ è quello che state cercando.
Un libro che fornisce al lettore le basi sull'utilizzo di questo database, tantissimi gli argomenti che si trovano in questo manuale composto da 24 capitoli. Argomenti che vanno dall'utilizzo del database, fino ad arrivare alla programmazione vera e propria tramite la tecnologia .Net con il linguaggio Visual Basic Net e C#.
Con gli oltre 500 pagine e 24 capitoli, fanno di questo libro un buon punto di partenza per coloro che vogliono acquisire una valida padronanza del database di Microsoft.
Il libro è scritto da Mario De Ghetto, persona molto brava in ambito di programmazione .Net, che vanta numerose pubblicazioni, tra libri ed articoli, appena può si "diverte" ad aiutare nelle community e nei forum, tutti coloro che hanno difficoltà con il linguaggio di programmazione Visual Basic Net e non solo. Il suo blog è consultabile al seguente indirizzo web http://deghetto.wordpress.com/

Ma vediamo in dettaglio i vari capitoli di questo ottimo libro.

Il primo capitolo, molto breve, fornisce informazioni introduttive al database Sql Server, una panoramica di questo prodotto.

Nel secondo capitolo, che è ben curato, fornisce indicazioni al lettore sulle novità dalla versione precedente, le nuove funzionalità e di come sono state aggiunte o integrate importanti novità. Il capitolo contiene numerose immagini, utile per comprendere l’argomento trattato.

Il capitolo 3, è molto importante, perché fornisce al lettore che ha poca dimestichezza o si sta avvicinando all’utilizzo di questo database, l’architettura del database Microsoft Sql Server 2012, tutti i vari componenti e del relativo funzionamento.

Il capitolo 4 conclude la prima parte di questo manuale. L’argomento che viene trattato, riguarda l’installazione, un argomento trattato in maniera esauriente. L’autore del libro illustra al lettore, passo dopo passo, la maniera più corretta per installare Sql Server, e fornisce per ogni passaggio indicazioni importanti.

Nel quinto capitolo, si passa alla seconda parte del libro. L’argomento che viene presa in esame è il management di Sql Server, ossia l’ambiente che ci permette di gestire il nostro database o quello installato in una rete. Il capitolo, affronta in maniera dettagliata questo strumento indispensabile per utilizzare il database.

Nel capitolo sesto, il lettore conoscerà i vari tipi di dato, che si possono utilizzare in questo database. Il lettore, grazie ai numerosi esempi ed immagini, comprenderà il significato del tipo di dato e relativo utilizzo. Qualora il lettore proviene da altro database o si trova ad affrontare un database per la prima volta, questo capitolo è indispensabile per muovere i primi passi in questo mondo.

Il capitolo 7, fornisce una panoramica ben fatta, sul mondo T-SQL, il linguaggio per realizzare le procedure nel database, dette più comunemente Stored Procedure. Numerosi sono gli esempi e la parole chiavi utilizzate, come coalesce, case, operatore if, nullif e tanti altri, un capitolo fatto molto bene.

Il capitolo 8, illustra l’utilizzo dei database, dalla sua creazione alla cancellazione. La gestione e tanto altro sul database, un capitolo ben fatt.

Nel capitolo 9, si passa alle tabelle, creazione ed altre operazioni su esse. In questo capitolo, oltre alle numerose immagini, si trovano anche esempi di codice T-SQl, ossia istruzioni sql per la creazione di tabelle o altre operazioni.

Il capitolo decimo, riguarda la gestione dei dati, l’utilizzo delle istruzioni SQL per manipolare i dati. Un capitolo breve che fornisce le basi per utilizzare i comandi più comuni di SQL.

Nel capitolo 11, viene affrontata in maniera esauriente le relazioni e gli indici. Un capitolo fondamentale per chi inizia a muovere i primi passi in questo database, con importanti indicazioni ed approfondimenti.

Nel capitolo 12, continua l’argomento degli indici, iniziato nel precedente capitolo. Il lettore acquisirà le giuste conoscenze per la gestione degli indici, inoltre i numerosi esempi di T-SQL forniranno una maggiore comprensione di questo argomento.

Il capitolo 13, fornisce al lettore una valida conoscenza riguardante le viste e query. Nel capitolo sono affrontati dettagliatamente i vari aspetti delle viste, ed alcune parole chiavi di SQL, come la clausola Select, compute, union e tanto altro, un capitolo ben fatto.

Il capitolo 14, merita molta attenzione, perché l’autore in questo capitolo, fornisce al lettore le indicazioni sulla sicurezza, molto importante per gestire nel modo più sicuro e giusto i database. Anche in questo capitolo come nei precedenti troviamo istruzioni SQL.

La sicurezza continua anche nel successivo capitolo. Nel capitolo 15, l’autore tratta in maniera più dettagliata e su altri aspetti l’argomento della sicurezza del database Sql Server. Due capitoli brevi, ma con ottime indicazioni.

Le stored procedure, sono affrontate nel capitolo 16. Le stored Procedure, sono molto importanti, sia per i DBA e sia per gli sviluppatori. L’autore in questo capitolo, fornisce al lettore interessanti indicazioni, indicazioni preziosi per poter muovere i primi passi su questo argomento molto importante.

Il capitolo 17 conclude la seconda parte del libro. In questo capitolo vengono illustrate le funzioni, una valida introduzione preziosa per il lettore.

Con il capitolo 18, si passa alla terza parte di questo libro, l’autore del libro, illustra un argomento interessante ma poche volte illustrato nei vari libri di Sql Server, la programmazione. In questo breve capitolo, viene illustrato il nuovo ambiente di sviluppo Visual Studio 2012, una breve introduzione a questo strumento molto prezioso.

Il capitolo diciannovesimo, riguarda una funzionalità molto importante dell’ambiente di sviluppo di Visual Studio 2012, ossia la finestra server explorer, una funzionalità che permette di gestire i database e le varie connessioni. Il lettore, troverà in questo capitolo un valido aiuto nel comprendere una funzionalità molto importante. Il capitolo è indicato per chi si avvicina alla prima volta a questo ambiente di sviluppo.

Nel capitolo ventesimo, troviamo i primi esempi di codice per il linguaggio di programmazione VB.Net e C# istruzioni che riguardano la connessione ad una fonte dati. Un capitolo breve, con alcuni esempi di codice, per fornire le basi della programmazione .Net basata sui database.

Nel capitolo 21,viene illustrato una delle novità di questi ultimi anni sulla gestione dei dati, ossia Entity Framework. Il capitolo, molto breve, fornisce una panoramica dell’utilizzo di Entity Framework nell’ambiente di sviluppo Visual Studio 2012.

Nel terz’ultimo capitolo (22) si trovano un buon numero di esempi di codice, che illustrano l’utilizzo di Linq nei linguaggi di programmazione VB.Net e C#. I vari esempi, forniscono al lettore delle valide conoscenze su questa tecnologia.

Nel capitolo 23, penultimo di questo manuale ben fatto, l’autore del libro illustra alcuni esempi pratici di come associare ai controlli una fonte dati. I vari esempi ed immagini, aiuteranno il lettore a comprendere un argomento molto importante per coloro che devono realizzare programmi che utilizzano una fonte dati.

L’ultimo capito, il ventiquattro, si trovano numerosi esempi di codice nel linguaggio di programmazione VB.Net e C#, nella gestione dei dati, come inserimento, modifica, cancellazione e selezione. Un capitolo, che fornisce al lettore le basi per realizzare applicazioni software che utilizzano un database, quale appunto Microsoft Sql Server 2012.

Qui di seguito si riportano i vari capitoli del libro.

1)  Caratteristiche di Sql Server
2) Le Novità.
3)  Architettura.
4)  Installazione.
5)  Introduzione SSMS
6)  Tipi di dati.
7)  Introduzione a T-SQL.
8)  Gestire i database
9) Gestire le tabelle
10) Gestire i dati
11) Gestire indici e relazioni
12) Gestire indici
13) Gestire viste e query
14) Gestire la sicurezza dell'istanza di Sql Server
15) Gestire la sicurezza dei Database
16) Gestire Stored Procedure
17) Gestire le funzioni
18) Introduzione a Visual Studio 2012
19) La finestra Server Explorer
20) Connessione da codice
21) Entity Framework
22) Linq
23) Data Binding
24) Esecuzione di istruzione SQL

Conclusioni
Un libro indispensabile per coloro che si stanno avvicinando al mondo dei database, o che già conosco una base dati, e sono interessati al database Microsoft Sql Server 2012. Un libro che fornisce le basi di questo database.
Posted: mar 17 2013, 03.11 by EmanueleM | with no comments
Filed under:
Tutorial Reporting Services 2012 parte 18 il controllo elenco
Introduzione

Continuano gli articoli dedicati ai controlli messi a disposizione da Reporting services, in questo articolo vedremo come utilizzare il controllo elenco, che è simile al controllo tabella e matrice visti in precedenza.
Questi controlli si differenziano per qualche particolarità, ma tutti hanno la stessa importanza, quella di visualizzare i dati in maniera tabellare, ossia rappresentare i dati di una tabella.
In questa serie di articoli, non abbiamo affrontato la differenza che contraddistingue questi controlli, proprio per dedicare più spazio alla base ed utilizzo di questi controlli, in cui il lettore o nei successivi articoli o per prove personali potrà scoprire e sperimentale.
Come sempre possiamo utilizzare o il progetto utilizzato fino all’articolo precedente o crearne uno nuovo.

Aggiunta di report.

Ora mai il lettore avrà una buona dimestichezza con l’ambiente ed i report, per questo alcuni passi non saranno dettagliate, visto che sono stati affrontati negli articoli precedenti.
Dopo aver creato un nuovo progetto o aperto quello esistente, aggiungiamo al progetto un nuovo report.
A questo punto avremo il report tutto bianco, nel corpo, ossia nella parte bianca, facciamo click con il pulsante destro del mouse e nel menu che viene aperto, selezioniamo la voce “Inserisci” e successivamente nel sottomenu selezioniamo la voce “Elenco”.  La finestra che viene aperta (figura 1) è identica a quella vista negli articoli precedenti, è la finestra che consente di impostare la connessione alla fonte dati.




Figura 1 – La finestra per impostare la connessione dati

Selezioniamo la solita opzione, ossia la voce “Utilizzare un set di dati incorporato nel report”.
Nella parte inferiore a tale voce, verranno visualizzati altre opzioni, facciamo click sul pulsante “Nuova” ed impostiamo la solita fonte dati.
A differenza dei precedenti articoli, questa volta non verrà riportata la procedura per impostare la connessione dati, perché è stata affrontata nei precedenti articoli, per quanto riguardava il controllo Matrice e tabella, che il lettore conoscerà abbastanza bene.
Alcune parti, non verranno affrontate, visto che sono state affrontate nei precedenti articoli e per dato sicuro che il lettore seguendo il tutorial conosca fin bene tale parte.
Dopo aver stabilito la connessione al database, non ci resta che impostare quale dati estrapolare. Nella parte inferiore, facciamo click sul pulsante “Progettazione Query” in modo che viene aperta la finestra per la creazione della query tramite il designer.
Anche questa parte viene tralasciata visto che si presume che il lettore ha seguito fin dall’inizio il tutorial.
Selezionare la tabella o le tabelle di  nostro interesse, ricordiamo che nel nostro caso è solo una la tabella.
A questo punto confermate il tutto, tramite il pulsante “OK”.
Questo controllo, permette una certa personalizzazione, infatti non è una vera e propria tabella come visto nei precedenti articoli, ma possiamo disegnarla come tale.
Aggiungiamo una colonna in modo che definiamo il nostro controllo come una struttura a due colonne che rappresenti i campi “Nome” e “Cognome” che abbiamo visto negli articoli precedenti.
Per aggiungere una colonna, facciamo click sulla cornice griglia (quella in alta) tramite il pulsante destro del mouse e nel menu di scelta rapida che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Inserisci colonna” e nel menu che viene aperta, selezioniamo la voce “Destro” (figura 2).



Figura 2 – Il menu di scelta rapida per l’aggiunta di una colonna.

In questo modo abbiamo aggiunto al controllo una seconda colonna.
Se avviciniamo il puntatore del mouse in questa nuova colonna, verrà visualizzato lo smart tag (figura 3).

Figura 3 – lo smart tag per l’aggiunta

Questo smart tag come negli articoli precedenti, visualizza i nomi dei campi in relazione alla tabella della nostra fonte dati.
Selezioniamo per la seconda colonna il campo “Nome” e poi facciamo click sul pulsante in alto del report, quello con la dicitura “Anteprima” per vedere il risultato.
Vedremo che i dati saranno visualizzati uno sotto l’altro, come appunto una tabella.
Ritorniamo in modalità design, selezioniamo nella colonna di destra, il testo relativo al collegamento al campo della tabella, quello con la dicitura “[Nome]” nel nostro esempio, che rappresenta il nome del campo della tabella della fonte dati.
Cancelliamo tale valore.
Facciamo click con il pulsante destro del mouse dentro la cella della prima colonna (figura 4)  nel menu che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Inserisci” e nel sotto menu selezioniamo la voce “Casella di testo”.


Figura 4 – L’inserimento del controllo casella di testo

In questo modo verrà inserito nella cella un controllo di tipo “Casella di testo”.
Se avviciniamo il puntatore del mouse al controllo, vedremo che viene visualizzato lo smart tag per l’abbinamento al campo di tabella della fonte dati.


Figura 5 – Lo smart Tag del controllo casella di testo.

Il lettore ora mai troverà famigliare tale smart tag, il suo utilizzo anche in questo caso è quello di associare il controllo ad un campo della tabella della fonte dati impostata.
Tra le varie voci che vengono visualizzate, selezioniamo la voce “Nome”.
Aggiungiamo anche nella colonna di destra, una casella di testo, ed impostiamo come campo “Cognome”.
A differenza della prima colonna, qui il controllo viene esteso su tutta la cella.
Nelle celle è possibile aggiungere altri controlli.
Ora non resta che vedere in anteprima il risultato, facciamo click sul pulsate “Anteprima”.

Conclusioni

Il lettore troverà di facile utilizzo questo controllo, visto che nei precedenti articoli sono stati illustrati controlli simili.
Questi controlli che permettono la visualizzazione dei dati, offrono all’utente, molte possibilità di personalizzazione. Lasciamo al lettore continuare a scoprire le varie proprietà offerte dal controllo.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 
Parte 14 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-14.html
Parte 15 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_22.html
Parte 16 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_23.html
Parte 17 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-il.html
Tutorial Reporting Services 2012 il controllo matrice parte 17

Si riporta l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_il-controllo-matrice_1260.aspx

Introduzione
Continua lo studio sui controlli messi a disposizione da Reporting Services, come sempre facciamo presente al lettore, che negli articoli successivi l’argomento trattato in alcuni casi verrà approfondito.
In questa parte vedremo il controllo matrice.

Creazione del report

Si apre il progetto utilizzato nel precedente articolo oppure create un nuovo progetto, prendiamo il sottoreport, quello utilizzato durante l’articolo che riguardava i sottoreport, oppure aggiungiamo un nuovo report.
Facciamo click con il tasto destro sul corpo del report o meglio nella parte bianca.
Nel menu di scelta rapida che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Inserisci” e successivamente la voce “Matrice”.
Verrà aperta una finestra (Figura 1) nella quale si dovrà impostare la fonte dati.


Figura 1 – la finestra per l’aggiunta di una fonte dati.

Questa finestra (figura 1) è identica a quella vista nel precedente articolo, in effetti il controllo matrice non è poi tanto diverso dal controllo tabella.
Anche in questo caso, selezioniamo la voce “Utilizzare un set di dati incorporato nel report”, in modo che visualizza nella parte inferiore alcuni campi per la connessione alla fonte dati.
Facciamo click sul pulsante “”Nuova…” (figura 2) in questo modo viene creata una fonte dati. Nell’eventualità che nel report è presente una connessione dati (se utilizziamo il report visto nell’articolo precedente, verrà visualizzato) troveremo l’elenco dei set dati disponibili per quel report.


Figura 2 – la creazione di un collegamento dati.

Il pulsante “Nuova…” permette di creare una nuova connessione dati.
Dopo aver fatto click su tale pulsante, viene aperta una finestra (figura 3) nella quale è possibile impostare i parametri di configurazione della connessione alla fonte dati, per esempio il tipo di database (se sql server , oracle, access, ecc) le tabelle, il database e tanto altro.



Figura 3 – La creazione di una connessione dati.

Prendiamo come sempre riferimento alla tabella “Test” del database Sql Server.
Selezioniamo il database “Microsoft Sql Server” e tramite il pulsante “Modifica”, andiamo ad impostare il server db.
Nella finestra che viene aperta (figura 4) mettiamo nella casella “Nome Server” il punto “.”, che sta ad indicare il server db locale, mentre come database, selezioniamo quello su cui facciamo le prove, nel nostro caso “Test”.

Figura 4 – Le impostazioni del server.

Facciamo click sul pulsante “Test connessione” per verificare che la connessione sia corretta”.
Se è andato tutto a buon fine, confermiamo tramite il pulsante “OK”.
Nella finestra successiva, confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
In questo modo ritorniamo alla prima schermata, quella che ci permette di impostare la query e fonte dati.
Come noterà il lettore, il pulsante “Progettazione query…” è abilitato (figura 5) in questo modo possiamo creare la query.


Figura 5 – La finestra della query.

Facciamo click sul pulsante “Progettazione query…” in questo modo viene aperta la finestra per la creazione della query (figura 6).
Nella parte bianca in alto, facciamo click con il pulsante destro mouse, in modo che viene visualizzato il menu di scelta rapida.
Selezioniamo la voce di menu “Aggiungi tabella” (figura 6) in questo modo verrà aperta un ulteriore finestra, che ci permette di selezionare le tabelle di nostro interesse.



Figura 6 – La finestra per l’aggiunta delle tabella.

Selezioniamo una tabella e confermiamo il tutto tramite il pulsante “Aggiungi”. Noteremo nella parte in alto bianco, le colonne di questa tabella.
Facciamo click sull’opzione “*(Tutte le colonne)” in questo modo la query estrapola i dati con l’elenco di tutte le colonne che fanno parte della tabella.
Il pulsante a forma di punto esclamativo “!” posto in alto, nella barra degli strumenti, permette di eseguire e verificare che la query è corretta.
Se la query riporta i dati presenti nella tabella, confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK” della finestra di progettazione query.
A questo punto si passa alla prima finestra che è stata aperta, con l’istruzione “SQL”, confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Nel controllo, facciamo click sulla seconda cella della prima riga (figura 7) tramite il pulsante destro del mouse e nel menu che viene visualizzato selezioniamo la voce di menu “Inserisci colonna” nel sottomenu la voce “Gruppo esterno – A destra”.

Figura 7 – Il menu di scelta rapida per una nuova colonna.

In questo modo verrà aggiunta una colonna nella parte destra.
Il controllo è simile a quello visto nell’articolo precedente, ossia al controllo tabella.
La prima riga, sono le intestazione di colonne, mentre la seconda riga i campi da assegnare.
Impostiamo nelle intestazioni di colonna i titoli di colonna, per esempio nella prima si chiamerà “ID” nella seconda “Nome” e nella terza “Cognome.” Per far ciò, dobbiamo fare o click dentro nella cella di nostro interesse, in modo che viene visualizzato il menu di scelta rapida e selezionare la voce “Proprietà casella di testo…” e nella finestra che viene aperta, nella casella “Valore” impostare il testo “ID”, (figura 8) e confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.


Figura 8 – La finestra delle proprietà.

Stessa cosa per le altre due colonne, cambiando il testo.
Nella seconda riga, dobbiamo impostare il riferimento al campo di tabella.
Se avviciniamo il mouse, nella cella della seconda riga, vedremo apparire uno smart tag (figura 9) se facciamo click su tale icona, verrà visualizzato un menu (figura 9) nella quale impostare il campo di riferimento alla tabella.


Figura 9 – lo smart tag per la selezione del campo

Per la prima cella della seconda riga, seleziono il campo “ID”, mentre nella seconda colonna il campo “Nome” e nell’ultima il campo di riferimento a “Cognome”.
A questo punto siamo giunti alla conclusione del nostro articolo, non ci resta che testare il tutto, facendo click sul pulsante “Anteprima…” in modo che visualizziamo i dati.

Conclusioni
Il lettore avrà notato che il controllo matrice è simile al controllo tabella visto nell’articolo precedente. Per molti aspetti non c’è differenza, differenziandoli su alcune particolarità, che vedremo nel corso del tutorial.
C’è molto da dire e scoprire degli attuali controlli messi a disposizione da Reporting Services, ma lasciamo all’utente di scoprire alcune di queste funzionalità.

Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 
Parte 14 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-14.html
Parte 15 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_22.html
Parte 16 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_23.html

Tutorial Reporting Services 2012 il controllo Tabella parte 16

Si riporta l'articolo scritto per il sito iprogrammatori http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_il-controllo-tabella_1259.aspx


Introduzione

In questa parte vedremo come utilizzare il controllo tabella, presente tra i vari controlli di Reporting Services.
Prendiamo come spunto, il report creato nell’articolo precedente ed in particolare, quello in cui visualizzava il sottoreport, che era denominato “ReportHome”.
Una volta aperto il progetto ed il report  analizzato nel precedente articolo, eliminiamo se il lettore vuole, i controlli presenti nel report.
In questo modo abbiamo il report da definire secondo le nostre esigenze.

Aggiunta del controllo

A questo punto, tramite il click con il tasto destro del mouse sul report, nel corpo (la parte bianca) selezioniamo la voce di menu “Inserisci” e successivamente la voce “Tabella”, oppure dalla casella degli strumenti trasciniamo il controllo “Tabella”.
Verrà aperta una finestra (figura 1) nella quale va impostata la fonte dati.



Figura 1 – La finestra di aggiunta fonte dati
Visto che nel nostro report non è presente nessun collegamento ad una fonte dati, dobbiamo creare uno, nell’eventualità che invece è presente possiamo selezionare il dataset presente della gestione dei dati del nostro report.
Selezionare l’opzione “Utilizzare un set di dati incorporato nel report” (figura 2), in questo modo nella parte inferiore viene visualizzato un riquadro nel quale è possibile impostare la query e la fonte dati.


Figura 2 – La creazione di una fonte dati.

Se facciamo click sul pulsante “Nuova…” (figura 2) verrà aperta un ulteriore finestra (figura 3) nella quale si può selezionare il tipo di database (Sql Server, oracle, access, ecc) e la relativa stringa di connessione.

Figura 3 – La scelta della base dati.Selezioniamo dalla casella “Tipo” il database “Microsoft Sql Server “ e tramite il pulsante “Modifica” selezioniamo il server db.
Verrà aperta una finestra (figura 4)  nella quale va impostato il nome del server ed il nome del database.
Nel nostro caso, visto che il database si trova nello stesso computer in cui gira il web server di reporting services, possiamo utilizzare il punto “.” Il quale indica il server locale.
Mentre tra le tabelle selezionate, abbiamo impostata la classica tabella di esempio che utilizziamo nei nostri articoli ossia “Test” che ora mai il lettore conosce.


Figura 4 – La finestra del server db

A questo punto bisogna verificare che le impostazioni siano corrette, facciamo click sul pulsante “Test connessione” se ci visualizza un messaggio di conferma, che i dati sono corretti, facciamo click sul pulsante “OK” per confermare le modifiche apportate.
Dopo aver confermato nelle due finestre viste poco fa, viene visualizzata la finestra per l’impostazione della fonte dati, con il pulsante “Progettazione Query…” (figura 2) abilitato.
Se facciamo click su quel pulsante, verrà aperta una finestra (figura 5) che ci permette di creare la query dove verranno visualizzati i dati.

Figura 5 – La finestra della progettazione query

Se facciamo click con il tasto destro sulla parte superiore, quella bianca, verrà visualizzato un menu, tra le varie voci, selezioniamo  la voce “Aggiungi tabella…”,  e nella finestra che viene aperta, selezioniamo la tabella desiderata e tramite il pulsante “Aggiungi” verrà riportata nel riquadro bianco.
Per chiudere la finestra, facciamo click sul tasto destro.
Il lettore conoscerà molto bene questa finestra di progettazione visto che è stata affrontata anche negli articoli precedenti.
Facciamo click sull’opzione “* (tutte le colonne)” come mostrato in figura 6, in questo modo la query estrapola i dati per tutte le colonne della tabella.


Figura 6 – La visualizzazione della query.

Non ci resta che verificare che la query sia corretta, se facciamo click sul pulsante in alto a forma di punto esclamativo “!” la query verrà eseguita.
Confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Nella finestra (figura 2) relativa alla gestione della fonte dati, verrà visualizzata la query, che abbiamo appena creato.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Impostiamo i campi nella tabella, per fa ciò avviciniamo il puntatore del mouse, nella cella inferiore (figura 7) e nello smart tag che verrà visualizzato (icona) , facciamo click sull’immagine e selezioniamo un campo, per esempio “ID”.


Figura 7 – Lo smart tag che permette di impostare il campo

Ci spostiamo alla cella di destra, e nell’icona selezioniamo il campo relativo a nome e nella cella accanto il campo cognome.
Nella parte superiore, verrà visualizzata il testo delle colonne che farà da intestazione.
Verifichiamo il tutto, facendo click sul pulsante “Anteprima” posto in alto al report.
Ritorniamo alla parte designer, e cerchiamo di capire come funziona il controllo tabella.
Questo controllo, riporta in forma tabellare i dati, è un controllo molto flessibile e facilmente utilizzabile.
Se facciamo click con il tasto destro sul nome dell’intestazione della prima colonna (figura 8) verrà visualizzato un menu di scelta rapida, selezionando la voce “Proprietà casella di testo..” verrà visualizzata una finestra.

Figura 8 – Il menu di scelta rapida

Naturalmente come si vede dal menu, possiamo aggiungere o eliminare righe e colonne.
Nella finestra che viene aperta (figura 9) , ci permette di impostare alcuni aspetti di formattazione, come per esempio il colore del carattere, la grandezza, l’allineamento ed altro ancora.


Figura 9 – Le impostazioni della cella

Nel menu a sinistra, di questa finestra, tra le vari voci, troviamo anche “Azione”, già vista nei precedenti articoli, per esempio possiamo utilizzare tale funzionalità per la visualizzazione di un sito nel caso che si fa click sulla colonna.
Lasciamo al lettore, sperimentare le varie opzioni, e di rendere il proprio report accattivante secondo le proprie esigenze.
Confermate il tutto tramite il pulsante ok.
Nel controllo tabella, facciamo click con il tasto destro sulla prima riga (figura 10) e selezioniamo la voce di menu “Inserisci riga” e nel sottomenu la voce “Sopra”.


Figura 10 – Il menu per l’inserimento di una nuova riga

In questo modo verrà inserita una riga nella parte superiore.
Ora selezioniamo le celle di questa riga appena creata, e tramite il tasto destro del mouse selezioniamo la voce di menu “Unisci celle”, come riportato in figura 11.



Figura 11 – il menu unisci celle.

In questo modo la riga sarà una sola cella, una sola colonna.
Inseriamo in questa riga, un logo, facciamo click con il tasto destro nella riga appena unita, e nel menu che viene visualizzato, selezioniamo “Inserisci” e successivamente immagine.
Il controllo immagine, già descritto nei precedenti articoli, supponiamo che il lettore lo conosce, quindi non ci fermeremo a descrivere tale controllo.
Impostiamo un immagine a tale controllo e confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Se andiamo in anteprima, il risultato sarà come mostrato in figura 12.

 
 Figura 12 – L’anteprima del report

Conclusioni
L’articolo ha voluto affrontare in maniera semplice e basilare il controllo tabella, utile per la visualizzazione dei dati. Un controllo molto flessibile in cui il programmatore ha piena flessibilità nel suo utilizzo.
 Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 
Parte 14 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-14.html
Parte 15 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte_22.html

Tutorial reporting services 2012 parte 15 il controllo sottoreport

Si riporta l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_il-controllo-sottoreport-e-immagine_1258.aspx

Introduzione
In questa parte vedremo alcuni controlli che possiamo utilizzare in Reporting Services 2012, in particolare il controllo relativo alla visualizzazione di altro report, ossia il controllo Sottoreport, ed il controllo immagine e linea.

Creazione del report

Apriamo il progetto dei report che stiamo utilizzando in questi articoli.
Molte attività o meglio passi, verranno eseguiti in maniera basilare, visto che sono stati affrontati negli articoli precedenti,.
Dopo aver aperto il progetto, dalla finestra “Esplora soluzione” facciamo click tramite il tasto destro sulla voce “Report”, il tutto come mostrato in figura 1.


Figura 1 – Il menu per l’aggiunta del report.

Facciamo click sulla voce di menu “Aggiungi” e nel sotto menu sulla voce “Nuovo elemento”.
 Nella finestra che viene aperta, selezioniamo il modello “Report” ed assegniamo un nome “Es. SottoReport”.
Nel report che viene aperta, inseriamo un controllo di tipo Immagine  tramite il click del tasto destro dentro al report, viene visualizzato un meno, selezioniamo la voce “Inserisci” e successivamente la voce “Immagine”, verrà aperta una finestra (figura 2) .




Figura 2 – la finestra per l’inserimento di un immagine.

Tramite il pulsante “Importa” selezioniamo dal nostro pc un immagine (jpg, gif, png, ecc) che vogliamo inserire.
Per visualizzare tale pulsante, dobbiamo avere impostata l’opzione “Incorporata” nella voce di menu “Seleziona l’origine dell’immagine”.
Confermate il tutto e vedrete nel vostro report l’immagine.
Vediamo altra particolare di questo controllo immagine.
In particolare, al click sull’immagine, viene aperta il browser di navigazione internet, nel sito “http://www.iprogrammatori.it/” per far ciò dobbiamo aprire la finestra delle proprietà (tasto destro sul controllo)  e selezionate la voce “Proprietà immagine...”. Questa volta nella finestra che viene aperta (figura 2) selezionate la voce di menu “Azione” posta sulla parte sinistra.
Selezionate l’opzione”Vai a url” ed inserite il sito indicato precedentemente, il tutto come mostrato in figura 3.


Figura 3 – La pagina relativa all’url

A questo punto confermate tramite il pulsante “OK”, verifichiamo la modifica appena apportata, visualizzando l’anteprima del report e facendo click su tale immagine.
Aggiunta di un nuovo report
Aggiungiamo un nuovo report, dandogli un nome, per esempio “ReportHome”, per la creazione di un nuovo report si vedere la tecnica illustrata precedentemente.
Una volta aggiunto il report nuovo, facciamo click con il tasto destro del mouse sul report, e nel menu che viene aperto, selezioniamo la voce di menu “Inserisci”, nella sotto voci, selezioniamo quella relativa “SottoReport”, il tutto come illustrato in figura 4.




Figura 4 – L’inserimento del controllo Sottoreport.In questo modo abbiamo inserito al nostro report un controllo il quale visualizzerà quello creato precedentemente.
Il controllo avrà una scritta di tipo “” simile alla figura 4.
Facciamo click con il tasto destro sul controllo, e nel menu che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Proprietà Sottoreport”.
Verrà aperta una finestra (figura 5) nella quale tramite il menu “Utilizza il report come sottoreport”, possiamo selezionare il report creato in precedenza.


Figura 5 – La finestra delle proprietà

Dal menu “Utilizza report come sottoreport”, vengono elencati tutti i report del nostro progetto, tra questi selezioniamo “SottoReport” che nel nostro caso è quello creato in precedenza.
Confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Nella finestra delle proprietà se avete notato, è possibile impostare anche i parametri, che potremmo utilizzare nel sottoreport.
A questo punto, verifichiamo che tutto funziona correttamente e facciamo click sul  tasto anteprima, in questo modo verrà visualizzato il sottoreport.

Conclusioni
L’articolo ha voluto fornire al lettore una panoramica di due controlli, in particolare l’utilizzo del controllo immagine, che può tornare utile anche come pulsante per navigare tra vari report, ed il controllo sottoReport, per includere in un report altri report.
La semplicità di questi controlli, permettono al lettore di effettuare liberamente altre prove e creare dei report secondo le proprie esigenze.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html  
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html 

Close
Tutorial Reporting Services Parametri e variabili parte 14
Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_parametri-e-variabili-parte-2_1255.aspx

Introduzione

Nell’articolo precedente si è visto come utilizzare i parametri e le variabili nei nostri report, funzionalità che ritorna utile nella gestione delle informazioni.
In questa parte, continuiamo il discorso dell’utilizzo dei parametri in particolare nelle query e l’utilizzo di una variabile per modificare il colore di sfondo di una casella di testo.

Creazione di un parametro

Come visto nell’articolo precedente, si crea un nuovo parametro, tramite la finestra “Dati Report” facciamo click con il tasto destro del mouse sulla voce “Parametri” e tramite la voce di menu “Aggiungi parametro…”  apriamo la finestra per l’inserimento dei parametri.
Nella finestra che viene aperta (figura 1) impostiamo il nome al parametro di tipo “NomeParametro”,


Figura 1 – la finestra per la creazione del parametro

A questo punto confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Ora dobbiamo modificare la query, se utilizziamo uno dei primi report, in particolari quelli a cui si è impostata una fonte dati, dobbiamo modificare tale query, includendo il parametro appena creato.
Per far ciò, andiamo sempre nella finestra “Dati Report” e facciamo click con il tasto destro del mouse sulla voce “DataSet1” o il nome del dataset che abbiamo impostato durante la creazione di una connessione ad una fonte dati, il tutto come mostrato in figura 2.


Figura 2 – Il menu per la modifica della query.

Tra le varie voci selezioniamo quella relativa alla voce “Query…” che permette la modifica della query SQL.


Figura 3– La finestra per la creazione e modifica della query

Nella finestra che viene aperta (figura 3) ci viene visualizzata la tabella con i campi selezionati, un riquadro che ci indica i campi che saranno visibili e nella parte inferiore l’istruzione sql della query.
Come condizione, utilizziamo il parametro che abbiamo creato in precedenza, quindi dopo la parola chiave “Where” il campo ID sarà uguale al nome del parametro. In Sql il nome del parametro, viene indicato tramite il simbolo “@” chiocciola seguita dal nome del parametro, tutto attaccato. Nel nostro caso il parametro si chiama “MioParametro”.
Ora verifichiamo che la query sia corretta,  nella barra degli strumenti posizionata in alto, troviamo un pulsante a forma di Punto esclamativo “!” di colore rosso, facciamo click su esso. Verrà visualizzata una finestra (figura 4) nella quale ci viene indicato il valore da impostare per il parametro che abbiamo indicato.


Figura 4 – La finestra per l’immissione dei valori dei parametri.

Il campo ID, accetta valori numerici, quindi dobbiamo indicare il valore presente nella fonte dati, nel nostro caso è stato indicato il valore 1.
Dopo aver digitato il numero,  fate click sul pulsante “OK”, in questo modo verrà chiusa la finestra e nella precedente finestra, sotto al riquadro della query, verrà visualizzata una griglia che riporterà i dati estrapolati.
Naturalmente questo avviene se avete scritto in maniera corretta l’istruzione.
Confermate il tutto tramite il pulsante ok.
Verifichiamo che il tutto funziona correttamente, e tramite il pulsante in alto, quello con la scritta “Anteprima” ,visualizziamo il report, ci verrà chiesto di impostare il valore al parametro, digitiamo un valore e tramite il pulsante “Visualizza report” che conosciamo bene, verrà visualizzato il report, con i dati in riferimento alla condizione impostata.

Utilizzo della variabili
Vediamo come utilizzare le variabili, che abbiamo visto nel precedente articolo, per cambiare lo sfondo di un controllo di tipo “Casella di testo”.
Nel precedente articolo abbiamo affrontato le variabili, in particolare come si creano le variabili, il lettore avrà già una conoscenza di tale aspetto,  ripetiamo velocemente la creazione di una variabile.
Nel bordo in alto della finestra, facciamo click con il tasto destro del mouse e selezioniamo la voce “Proprietà Report”, nella finestra che viene aperta (figura 5)  selezioniamo la voce di menu “Variabili” posta nella parte sinistra.


Figura 5 – La finestra per la creazione di una variabile.

Tramite il pulsante “Aggiungi” verrà creata una riga nella parte inferiore dove impostare il nome della variabile (Es.: NomeVariabile) ed un valore “Es.: Rosso”.
A questo punto confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.
Se non è presente una casella di testo, aggiungiamo una casella di testo, altrimenti, come nel nostro caso utilizziamo quelli presenti. Facciamo click con il tasto destro del mouse sulla casella di testo, e nel menu che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Proprietà casella di testo…”, il tutto come mostrato in figura 6.


Figura 6 – La voce di menu per la casella di testo.

Nella finestra che viene aperta (figura 7) , selezioniamo la voce di menu “Riempimento”, la prima casella in alto, quella relativa alla voce “Colore riempimento” ci permette di impostare il colore di sfondo della casella.

 
 Figura 7 – La finestra per impostare l’aspetto del controllo.

Tramite il pulsante posto sulla destra, quello con l’icona “Fx” permette di aprire una finestra, dove possiamo indicare che colore impostare.
Facciamo click su tale pulsante, in modo che ci apre la classica finestra delle espressioni che il lettore conoscerà abbastanza bene.
La finestra (figura 8) ci permette di impostare il colore di sfondo, tramite le costanti.
Visto che stiamo utilizzando una variabile, tramite l’operatore Iff impostiamo il colore di sfondo, solo nel caso che questo valore è “Rosso”.


Figura 8 –La finestra delle espressioni.

Nella figura 8, viene riportata la formula che abbiamo utilizzato per applicare lo sfondo.
Nella categoria “Funzioni comuni” si trovano varie sottocategorie, tra queste la sottocategoria “Flusso programma” ci permette di utilizzare alcune parole chiavi, come per esempio la “Iif”
Con la parola chiave “iif” viene indicata che se una espressione è vera, esegue una determinata azione, altrimenti altra azione.
Nel nostro contesto, dobbiamo verificare che la variabile ha come valore la parola “Rosso” in questo modo, tramite la categoria “Costanti” impostiamo un valore, per esempio il rosso, se invece la variabile a un altro valore, impostiamo il bianco.
Basterà fare click sulla costante, riportata nella prima colonna a destra, per inserirla nella formula.
Qui di seguito la formula completa.

La formula sarà come illustrata qui di seguito
=iif(Variables!NomeVariabile.Value="Rosso", "Red","White")

Ora non ci resta che testare le modifiche apportate, andiamo in “Anteprima” del report, e vediamo il risultato, noteremo che la casella di testo ha lo sfondo rosso.

Conclusioni

L’articolo ha voluto riprendere l’argomento precedentemente affrontato quali le variabili ed i parametri,  mentre con la parola chiave "IIF" si è visto come utilizzare questa parola chiave per impostare i nostri report con formattazioni particolari.
Come si è visto, l’utilizzo di parametri e variabili, può fornire all’utente uno strumento valido che permette di creare report di una certa professionalità e complessità. Reporting services è un prodotto molto flessibile ed intuitivo che ogni persona può con facilità creare report di un certo spessore.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 13 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-parte-13.html

 

Tutorial Reporting Services le variabili e parametri parte 13

Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_variabili-e-parametri_1254.aspx

Introduzione
In questo articolo viene fatta una panoramica sull’utilizzo di alcuni aspetti dei report in ambito di dati, in particolare l’utilizzo di parametri e variabili.
In Reporting Services possiamo utilizzare i parametri e variabili che possono tornare utili nei report per uso ripetivo o per la gestione di alcuni fasi.
Ma vediamo insieme tali funzionalità ed il loro utilizzo.

Utilizzo delle variabili

Vediamo come aggiungere delle variabili nel nostro report. Aprite il report che abbiamo utilizzato in questa serie di articoli, una volta aperto tramite l’ambiente della gestione dei report, ossia “Sql Server Data Tools”,  facciamo click in alto sul bordo del report, e tramite il tasto destro del mouse, selezioniamo la voce “Proprietà report…” il tutto come in figura 1.


Figura 1 – La voce di menu per la visualizzazione del menu proprietà

Nella finestra che viene aperta (figura 2) abbiamo nella parte sinistra alcune voci di menu, tra queste troviamo la voce “Variabili” la quale ci permette la relativa creazione modifica ed eliminazione.


Figura 2 – La finestra per la giunta delle variabili

Facciamo click su tale voce, tramite il pulsante “Aggiungi” viene inserito nella parte sottostante una riga con  due caselle, la prima, quella della colonna “Nome” indica il nome della variabile, mentre valore, il valore.
Accanto alla casella Valore, si trova il pulsante “Fx” il quale ci apre una finestra che conosciamo abbastanza bene, nella quale possiamo inserire delle funzioni.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
In una casella del nostro report, facciamo click con il tasto destro e nel menu che viene visualizzato selezioniamo la voce “Espressione…” nella finestra che viene aperta (figura 3) facciamo click sulla categoria “Variabili” in questo  modo verranno visualizzati le variabili presenti nel nostro report.


Figura 3 – la selezione delle variabili

Facciamo click sulla voce di categoria “Variabili” nella lista di destra, quella relativa ai “Valori” sono riportati tutte le variabili presenti nel report.
Facciamo doppio click sulla variabile precedentemente chiamata (nel nostro caso si chiama “NomeVariabile” .
Nella casella in alto, verrà riportata la formula per la visualizzazione delle variabili ossia “=Variables!NomeVariabile.Value

Dove la parola di sistema “Variables” indica a Reporting services di rilevare il dato di una variabile, in questo caso di nome “NomeVariabile”, tramite la proprietà “Value” rileviamo il valore.
Confermate il tutto tramite il pulsante “OK”,  e tramite il pulsante “Anteprima” verifichiamo che nella casella viene riportato il valore di tale variabile.
Utilizzo dei parametri
Vediamo in questa parte come utilizzare i parametri in Reporting Services.
Dalla finestra “Dati Report” facciamo click sulla voce “Parametri” (figura 4) e dal menu che viene visualizzato, selezioniamo la voce “Aggiungi parametro…”.


Figura 4 – Il menu per l’aggiunta di un parametro.

Dalla finestra che viene aperta (figura 5)  possiamo impostare il nome del parametro (tramite la casella “Nome”) il tipo di dato, se accetta valori null, ed altre informazioni utili.


Figura 5 – La finestra per impostare i parametri

Impostate un nome al parametro (nel nostro caso è stato impostato “MioParametro”) e confermate tutte le modifiche tramite il pulsante “OK”.
A questo punto, in una casella di testo presente nel report, facciamo click tramite il tasto destro del mouse, e selezioniamo la voce “Espressione…” nella finestra che viene aperta (figura 6) selezioniamo la categoria “Parametri” nella lista a destra quella indicante i valori, facciamo doppio click sul nome del parametro (nel nostro caso MioParametro) in modo che verrà inserita nella parte superiore.


Figura 6 – La finestra per le impostazioni del parametro

La formula sarà come riportato qui di seguito “=Parameters!MioParametro.Value“
Vediamo in dettaglio tale formula, la parola “Parameters” è la parola chiave di Reporting services per indicare l’utilizzo di parametri, il nome “MioParametro” indica il nome del parametro aggiunto precedentemente, mentre value indica il valore di tale parametro.
Ora non ci resta che che fare click sul pulsante “Anteprima” nel report, in alto, troveremo una casella che indica il valore da inserire che verrà passato al report tramite il pulsante “Visualizza report” il tutto come riportato in figura 7.




Figura 7 – il report in anteprima che richiede il parametro da passare.

Quando si passa in modalità “Anteprima” il report risulta bianco e la pulsantiera tutta disabilitata, inseriamo del testo nella casella di testo, e tramite il click del pulsante “Visualizza report” vedremo il report visualizzato.
Se invece vogliamo impostare un valore di default, ossia predefinito, dalla finestra delle proprietà del parametro (figura 5) selezionare la voce di menu “Valori predefiniti” posto sulla sinistra, e l’opzione “Specifica valori” per impostarne uno di nostro piacimento oppure l’opzione “Ottieni valori da una query “.

Conclusioni

L’articolo ha voluto fornire al lettore una breve introduzione all’utilizzo dei parametri e variabili, nei prossimi articoli, più avanti  in questo tutorial, vedremo come utilizzarli anche da codice ed in altre tecniche.


Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Parte 12 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/02/tutorial-reporting-services-2012-parte.html

Tutorial Reporting Services 2012 parte 12 la programmazione .Net tramite il linguaggio di programmazione VB.Net e C#
Si riporta l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_utilizzare-i-report-nelle-applicazioni_1252.aspx

Introduzione
In questa parte vedremo come utilizzare il report creato (prendendo come spunto quello dei precedenti articoli) ed utilizzarlo nelle applicazioni che noi realizziamo.
In particolare vedremo come utilizzarlo in ambiente Windows application, creando applicazioni per windows con il linguaggio Visual Basic Net e C# ed in ambiente web tramite la tecnologia Asp.Net.
L’articolo è valido per tutti i lettori, ma si consiglia a coloro che hanno già una dimestichezza in ambito di programmazione nei linguaggi e tecnologie precedentemente citati.

Creazione del progetto Windows
Per la creazione dei reporti si veda gli articoli precedenti, in questo articolo, prenderemo quello affrontato nei precedenti articoli.
Nella soluzione del report, oppure in un nuovo progetto, dobbiamo creare un progetto di tipo Windows application.
Se utilizziamo la soluzione dei report, dobbiamo andare nella finestra “Esplora soluzione” e nel nome della soluzione fare click con il pulsante destro sul nome della soluzione e selezionare la voce “Aggiungi” e poi successivamente “Nuovo progetto”, se invece si utilizza un nuovo progetto, dobbiamo aprire Visual Studio 2010 (qualsiasi versione ed ambiente Ultimate, professional, ecc.)  e dal menu “File…” selezionare la voce  “Nuovo progetto”.
Nella finestra che viene aperta (figura 1) verranno riportati i progetti presenti nel proprio ambiente di sviluppo.




Figura 1 – la creazione del progetto di tipo Windows application

Nella parte a sinistra, selezioniamo il linguaggio di nostro interesse (C# o Visual Basic) e nelle sottocategorie, selezioniamo la voce “Windows”.
Nella parte centrale, verranno visualizzati i vari modelli di progetti che abbiamo a disposizione per quella voce, tra questi selezioniamo quello relativa alla voce “Applicazione Windows form”.
Nel campo “Nome” impostiamo un nome (per esempio WinTestReport) e confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK.”
Il progetto visualizzerà una form tutta grigia, che i programmatori conosceranno benissimo.
Nella barra degli strumenti, situata nella parte sinistra del nostro ambiente, selezioniamo il controllo “ReportViewer” posto nella categoria “Rapporto” (figura 2).


Figura 2 – Il controllo per la visualizzazione dei report.

Trasciniamo nella nostra form, il controllo “ReportViewer” il quale ci permette di visualizzare il report pubblicato sul server. Dopo averlo posizionato, nella parte sinistra, si trova uno smartTag, ossia un simbolo che ci permette di impostare tramite finestra delle proprietà, le informazioni per la visualizzazione del report, il tutto come mostrato in figura 3.



Figura 3 – La finestra per la configurazione del controllo.

I parametri da impostare sono i seguenti.
Per la voce “Url server dei rapporti” lasciare quello che ci fornisce ossia http://localhost/reportserver mentre per il campo “Percorso Rapporto” impostare la cartella e nome del report.
Siccome il nostro report si trova nella cartella “Analisi” impostare il seguente valore “/Analisi/Report1” che indica la cartella e nome del report.
Chiudete la finestra ed avviate  il progetto (tramite F5 o dal menu Debug ed avvia Debug).
Vedrete la form con il report visualizzato (figura 4), naturalmente il progetto dev’essere impostato come di avvio.

Figura 4 – La form con la visualizzazione del report.

Possiamo effettuare il caricamento anche da codice.
Se facciamo click nella form, verrà visualizzato il codice nell’evento load della form.
Scrivete il seguente codice nell’evento load (accertatevi di tale evento per il caricamento dati) dopo aver cancellato nella proprietà del controllo per la visualizzazione del report i dati precedentemente impostati.

VB.Netthis.reportViewer1.ServerReport.ReportServerUrl = new Uri( "http://localhost/reportserver")
            this.reportViewer1.ServerReport.ReportPath = "/Analisi/Report1"
            this.reportViewer1.RefreshReport()
C#this.reportViewer1.ServerReport.ReportServerUrl = new Uri( "http://localhost/reportserver");
            this.reportViewer1.ServerReport.ReportPath = "/Analisi/Report1";
            this.reportViewer1.RefreshReport();



Come si vede dal codice precedente, è stata impostata la proprietà “ReportServerUrl” con l’indirizzo web dove risiede il server, mentre nella proprietà “ReportPath” la cartella ed il nome del report.
La stessa operazione si può applicazione anche per i progetti di tipo web, ossia quelli in Asp.Net.
Sempre in esplora soluzione o creando un nuovo progetto,  si crea un nuovo progetto.
Dalla finestra “Esplora soluzione” facciamo click sul nome della soluzione e tramite il pulsante destro del mouse, selezioniamo la voce “Aggiungi”  e nel sottomenu, selezionare la voce “Nuovo progetto…”.
Questa volta selezioniamo la voce “Web” (figura 5) del nostro linguaggio di nostro gradimento  e selezioniamo il modello di tipo “Applicazione Web Asp.Net”.

Figura 5 – La creazione di un progetto di tipo Web.

Nel campo “Nome” impostare un nome, per esempio “WebTestReport”.
Anche in questo caso verrà aperta una form di tipo web.
Dalla barra degli strumenti trasciniamo il controllo “ReportViewer” , gli impostiamo la larghezza secondo le nostre esigenze.
Per le impostazioni del report, sono identiche a quelle descritte in precedenza, o tramite codice (nell’evento load page) oppure tramite il design, ossia tramite lo smartTag, impostiamo le proprietà del report server e del nome del report.
Per coloro che non hanno tanta dimestichezza con Asp.Net,  potrebbe verificarsi il seguente errore” Per il controllo Web visualizzatore rapporti è necessario un elemento System.Web.UI.ScriptManager nel Web Form.”
Questo è dovuto al fatto che sulla master page (di norma i progetti Asp.Net creano una masterpage ed una pagina default)  manca il tag “ScriptManager”,
Quindi nella pagina MasterPage, inserire dopo il tag “Form” il seguente tag
“ 
 “
Ora non vi resta che testare l’applicazione, avviandola.
Il tutto sarà come mostrato in figura 6.




Figura 6 – Il report visualizzato nella pagina web.

Conclusioni

L’articolo ha voluto affrontare un argomento molto interessato e che spesso si riscontra nello sviluppo di applicazioni. La parte di programmazione sarà affrontata più avanti di questo tutorial, sia per il linguaggio VB.Net che per il linguaggio C#. Questo articolo ha voluto fornire al lettore le basi per la visualizzazione dei report in ambiente Windows e Web application.

Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html
Parte 10 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_24.html
Parte 11 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_31.html
Tutorial Reporting Services 2012 parte 10 le funzioni di Reporting Services

Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_usare-le-funzioni_1249.aspx


Introduzione
In questa parte vedremo l’utilizzo di alcune formule messe a disposizione da reporting services, e la creazione di formule create dall’utente, tramite il linguaggio di programmazione Visual Basic.
L'articolo fornirà al lettore le conoscenze base sull'utilizzo delle funzioni messe a disposizione dal sistema, naturalmente sta al lettore valutare quale sia più appropriata nel suo lavoro. Reporting Services offre numerose funzioni, che possiamo integrare o aumentare.

Utilizzo delle formule di Reporting Services

Apriamo uno dei nostri report creati nei precedenti articoli ed aggiungiamo una casella di testo, per aggiungere la casella di testo, fare click sul report con il tasto destro, e dalla voce di menu “Inserisci” selezionare la voce “Casella di testo”. In alternativa dalla barra degli strumenti, posta di norma sulla sinistra del nostro ambiente di sviluppo trascinare tale oggetto sul report.
Fatto ciò, facciamo click con il tasto destro dentro sulla casella di testo e nel menu che viene visualizzato, facciamo click sulla voce “Espressione” la quale voce è contraddistinta da un’immagine di tipo “Fx”.
Nella finestra che viene aperta (figura 1) abbiamo nella parte centrale in alto, una grande casella che permette di impostare le informazioni che verranno visualizzate, come assegnazioni di campi del dataset, formule e codice.
Notiamo che nella parte inferiore ci sono altre caselle o meglio delle liste che riportano informazioni.
La prima colonna di sinistra, quella delle categorie, ci fornisce indicazioni sulle formule, campi ed altri operatori.
I campi, indicano le colonne del nostro datasest associato al report,  i set di dati, l’aggiunta del collegamento alla nostra fonte dati, dove troviamo i campi della tabella associata, la categoria variabili, ci fornisce quelli presenti nel report, ma le funzionalità le troviamo nella categoria “operatori” e “funzioni Comuni”.
Se facciamo click su una determinata voce, nella colonna centrale verrà visualizzato il dettaglio per quella voce selezionata, mentre nella parte terza colonna quella di destra, verrà visualizzata una descrizione ed esempio di utilizzo.
Come mostrato in figura 1, abbiamo selezionato nella categoria “Funzioni comuni” la voce “Data/ora”, e nella colonna “Elemento” quella centrale, sono riportate le varie funzioni per quella categoria.
Selezioniamo la formula “Now” e facciamo doppio click su tale voce, verifichiamo che le parantesi siano aperte e chiuse, la parte superiore dev’essere visualizzata nel seguente modo “=Now()”



Figura 1 – La pagina che visualizza elenco formule

Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.


Figura 2 – la finestra per la selezione delle formule – espressioni

Continuiamo ad esplorare altre funzioni della categoria “Data/ora”, l’elenco è numeroso per tanto ne trattiamo solo alcune, lasciamo al lettore la scoperta delle altre funzioni.
La funzione Day restituisce il giorno (da 1 a 31) di una data, mentre Month il mese (da 1 a 12) invece la funzione Year restituisce l’anno della data inserita tra le parentesi tonde.
Riportiamo qui di seguito la formula che potremmo scrivere a mano, oppure ottenerla nel fare doppio click sulle singole funzioni.
=Day(Now)&"/" & Month(Now)& "/" & Year(Now)
Il lettore avrà notato il carattere “&” il quale lo troviamo nella categoria “Operatori” sottocategoria “Concatenazione”. Questo carattere, permette di unire due valori stringe. Altro simbolo di unione è quello relativo a “+”.
La formula la possiamo anche digitale, quando digitiamo le parole chiavi, l’editor ci fornisce indicazioni dei parametri e dei valori che restituisce, il tutto come mostrato in figura 3.


Figura 3 – Le indicazioni fornite dall’editor.

Continuiamo ad esplorare le funzioni che ci fornisce Reporting Services, la sottocategoria “Matematiche” sono riportate tutte quelle funzioni relativi ai calcoli, tra queste prendiamo in esame quella per il calcolo della radice quadrata (“sqrt”).
Facciamo doppio click su tale formula, oppure la scriviamo a mano, tra parenti tonde dobbiamo inserire un numero, per esempio 9.
La formula sarà simile a quella illustrata qui di seguito.
=Sqrt(9)
Le funzioni sono tantissime, alcune riguardano il testo, altre situazioni finanziarie,  alcune di queste categorie e funzioni, li vedremo nel corso dei prossimi articoli, invitiamo per tanto il lettore a scoprire quelle che per lui potrebbero soddisfare le proprie esigenze.

Creazione di una formula personalizzata

Le potenzialità di reporting services sono altissime, o meglio la sua flessibilità è ampia, se tra le funzioni presenti non esiste quella che fa al caso nostro, che succede? Semplice, l’utente può crearne una tramite il linguaggio Visual Basic, oppure tramite un assembley (scritto per esempio in C#).
Vediamo come creare una formula personalizzata.
Nel report su cui stiamo facendo le prove facciamo click con il tasto destro sul bordo di esso (non al suo interno) nella cornice (di norma giallino) e selezionare la voce di menu “Proprietà report…” il tutto come mostrato in figura 4.



Figura 4 – Il menu di scelta rapida sul bordo del report.

 Nella finestra che viene aperta (figura 5)  nella parte sinistra, troviamo varie voci di menu, tra queste la voce “Codice” . Questo menu, ci visualizza una grande area dove possiamo digitare il codice per eseguire determinate operazioni.



Figura 5 – La finestra per la gestione del codice personalizzato

La funzione che andremo a scrivere è molto semplice, in pratica passando un valore di tipo stringa, ci restituisce il testo tutto in maiuscolo.
Qui di seguito si riporta la funzione completa in VB.Net.

Public Function Maiuscole(ByVal testo As String) As String
     Return  testo.ToUpper()
End Function


Per chi conosce la programmazione, non troverà difficile tale codice, in pratica viene dichiarata una funzione di tipo string (ossia testo) di nome “Maiuscole” la quale restituisce il parametro passato in maiuscolo.
A questo punto confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Tramite il tasto destro sulla casella di testo, che precedentemente si è usata per lo studio delle funzioni, selezioniamo dal menu che viene visualizzato la voce “Espressioni…” e dalla finestra che viene aperta, scriviamo nell’area delle formule la formula per utilizzare la funzione appena creata.
Qui di seguito si riporta la funzione da utilizzare nella casella delle formule
=Code.Maiuscole("ciao")


Figura 6 – La funzione per utilizzare il codice personalizzato.

Come si vede dal codice precedente, si utilizza la parola chiave “Code” seguita da un punto e dal nome della funzione. Tra parantesi tonde viene passato il valore da rendere in maiuscole.
Ora non ci resta che confermare il tutto tramite il pulsante “OK” e testare il nostro codice.
Verrà visualizzato il testo tutto in maiuscolo.

Conclusioni
L'articolo ha voluto fornire indicazioni sull'utilizzo di alcune formule presenti in Reporting Services 2012, o estendere quelle già presenti tramite il codice di programmazione.
Nel prossimo articolo, vedremo altri aspetti delle formule, in particolare come creare un componente (dll) da utilizzare in Reporting services.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 9 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte_16.html

Tutorial Reporting Services parte 9 i report tramite base dati Microsoft Access

Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_creare-report-da-fonte-dati-microsoft-ac_1243.aspx

n questo articolo vedremo come creare un report da una fonte dati di tipo Microsoft Access 2010.
Prima di tutto creare un database con Microsoft Access 2010, con una tabella per esempio chiamata “Anagrafica”, il database va salvato in formato “Microsoft Access 2003”.
Per i campi impostiamo un campo di tipo contatore di nome “IDPersona” un campo di tipo testo con il nome “Nome” ed un campo di tipo testo con il nome “Cognome”.
Apriamo il database e valorizziamo la tabella “Anagrafica” con i dati di nostro piacimento. A questo punto chiudiamo il database.

Creazione del report

Apriamo il programma “SQl Server Data Tools” che il lettore conoscerà molto bene, appena si avvia l’ambiente di sviluppo, facciamo click sulla voce “Nuovo” e nel sottomenu “Progetto” Nella finestra che viene aperta, selezioniamo nella sezione “Modelli installati” la categoria “Reporting Services” tra i modelli presenti selezioniamo quello relativo “Progetto Server di Report” (figura 1 ) assegniamo un nome al progetto, per esempio “ReportMsAccess”.


Figura 1 – la finestra per la creazione di un nuovo progetto

Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Come abbiamo visto nei precedenti articoli, verrà creato un progetto vuoto, dalla finestra di “Esplora soluzione” facciamo click con il pulsante destro del mouse sul nome del progetto,  e selezioniamo dal menu che viene aperto la voce “Nuovo Elemento” nella finestra che viene aperta (figura 2) selezioniamo il modello relativo alla voce “Report”, ed impostiamo un nome a questo report, per esempio “RptAccess” confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.



Figura 2 – la finestra per la creazione di un nuovo report.

A questo punto verrà creato un report vuoto, che conosciamo abbastanza bene, per via dei precedenti articoli.

Aggiunta di una connessione dati

Dobbiamo aggiungere al nostro report una connessione ad una fonte dati, e precisamente ad un database di tipo “Microsoft Access” ricordando di averlo salvato in versione “2003”.
Nella finestra “Dati Report”  (Figura 3) facciamo click con il tasto destro del mouse sulla voce “Origini Dati” e dal menu che viene visualizzato selezioniamo “Aggiungi origine dati…”.



Figura 3 – l’aggiunta di un origine dati.
Verrà aperta una finestra  (figura 4) nella quale è possibile selezionare il tipo di provider di accesso ad una fonte dati, visto che ci stiamo collegando al database “Microsoft Access” dobbiamo selezionare la voce “Ole DB”.

Figura 4 – la gestione di una connessione dati, il tipo di connessione.

Dopo aver selezionato la voce opportuna, facciamo click sul pulsante “Modifica…”  che verrà aperta una nuova finestra (figura 5) dove impostiamo il provider ed il databse.



Figura 5 – La scelta del provider Ole DB

Come provider Ole DB, dobbiamo selezionare dalla lista quello relativo alla voce “Microsoft Jet 4.0 Ole DB Provider” che è il componente che ci permette di interfacciarsi con il database Microsoft Access.
Vicino alla scelta del provider, troviamo un pulsante con il nome “Collegamenti dati…” facciamo click su tale pulsante, e nella finestra che viene aperta (figura 6)  dobbiamo selezionare il database di nostro interesse, il tutto tramite il pulsante che si trova vicino alla casella di testo.

Figura 6 – La selezione del database

Dopo aver selezionato il database, facciamo click sul pulsante “Verifica Connessione” per verificare se la connessione alla base dati è giusta.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Ritornando nella finestra procedente, facciamo click sul pulsante “Test Connessione” per verificare se tutto è impostato correttamente.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “Ok” e nella finestra che viene visualizzata, verrà impostata la stringa di connessione.  Nella voce “Origine Dati” della barra “Dati Report” verrà visualizzato il nome del nostro oggetto di connessione (figura 7).




Figura 7 – Il set di dati da impostate e origine dati impostato

Tramite il click del pulsante destro sulla voce “Set di dati”, selezioniamo la voce “Aggiungi set di dati…” nella finestra che viene aperta (figura 8)  dobbiamo fare click sull’opzione “Utilizzare un set di dati incorporato nel report”,  e selezionare nella lista la fonte dati creata in precedenza (DataSource1).


Figura 8 – La finestra per impostare il set di dati dall’origine dati

Tramite il pulsante “Progettazione Query” possiamo impostare la query indicando quali campi utilizzare nel report. Facciamo click su tale pulsante.
Viene aperta una finestra (figura 9) nella quale possiamo generare la nostra query. Nella parte bianca in alto, facciamo click con il pulsante destro, e nel menu che viene visualizzato (figura 9)  selezioniamo la voce “Aggiungi Tabella”.



Figura 9 – La progettazione della query

Viene visualizzata una finestra, che ci visualizza le tabelle della base dati, nel nostro caso verrà visualizzata solo quella relativa alla tabella “Anagrafica”.
Facciamo click sul pulsante “Aggiungi” in modo che nella visualizzazione bianca è riportata tale tabella con tutti i campi.
Impostiamo una spunta sulla voce “* (Tutte le colonne)” in modo che sono riportate tutte le query della nostra tabella.
Tramite il pulsante punto esclamativo di colore rosso, viene eseguita la query, visualizzando nella parte inferiore i dati della tabella.
Confermate il tutto tramite il pulsante “OK”, e nella finestra successiva, verrà visualizzata la query.
Confermate anche in questa finestra il tutto tramite il pulsante “OK”.
Nella barra dei Report, nella sezione “Set di dati”  verrà visualizzato il Dataset appena creato, il tutto come mostrato in figura 10.


Figura 10 – Il dataset appena creato.

Ora dobbiamo trascinare i campi riportati nella voce del dataset  nel report in questo modo avremo dei campi collegati alla fonte dati.
Tramite il pulsante “Anteprima” possiamo visualizzare i dati nel nostro report.

Conclusioni

Questo articolo ha fornito al lettore indicazioni sulla gestione di una fonte dati diversa da Microsoft Sql server.
Come si è visto, nell’articolo non solo possiamo collegarci ad un database di tipo Microsoft Access ma anche ad altri database, purché sia previsto il provider opportuno.
Reporting Services, offre una incredibile flessibilità mettendo a disposizione dell’utente un potente strumento facilmente adattabile alle proprie esigenze.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html

Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html
Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html
Parte 8 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-2012-parte.html

Tutorial Reporting Services parte 8 il controllo Tabella

Si riporta l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_tabella-con-campi-specifici_1222.aspx


Questo articolo illustra una tecnica di come personalizzare i report con nuove informazioni a cui il lettore ha già avuto modo di conoscere nei precedenti articoli.




Riprendiamo il report dell’articolo precedente, vedremo alcune aspetti dei report.

Disegno del report

Apriamo il progetto precedente, e nel report facciamo click con il tasto destro, in modo che visualizza il menu di scelta rapida (figura 1) selezioniamo la voce di menu “Inserisci”.

Figura 1 – Il menu di scelta rapida.


Tra le varie voci che vengono visualizzate, facciamo click sulle voce “Intestazione Pagina e poi successivamente sulla voce “Piè di pagina”.

Nella parte in alto, avremo l’intestazione pagina, posizioniamo il controllo, relativo al titolo, già creato in precedenza, in questo modo l’intestazione del report avrà un titolo sempre uguale per ogni pagina. Mentre nella parte inferiore, nel Piè di pagina, inseriamo un controllo di tipo “Nome Report” situato nella parte sinistra, nella finestra “Dati report” sezione “Campi predefiniti”.

Ora non ci resta che inserire un controllo particolare, che permetta di visualizzare i dati in una tabella.

Tramite tasto destro, selezionare dal menu di scelta rapida, la voce “Tabella”, nel controllo che viene inserito, nella parte in alto, quella indicante “Intestazione” impostiamo per le colonne i seguenti titoli “ID” prima colonna, “Nome” seconda colonna e “Cognome” terza colonna.

Tramite tasto destro sulla cella inferiore, quella della riga contenente la voce “Dati”, selezioniamo la voce “Espressione…”


Figura 2 – Il menu che visualizza le azioni per il controllo tabella.


In questo modo verrà aperta una finestra di proprietà (figura 3), nella quale possiamo impostare i valori da contenere nella cella.

Dopo il simbolo uguale, scriviamo la seguente formula, il tutto come riportato qui di seguito =Fields!Nome.Value .



Figura 3 – La finestra per impostare i valori nella cella


Stessa operazione per l’altra cella, in cui impostare il campo “Cognome”.

Ora non ci resta che testare il tutto.

Tramite il pulsante “Anteprima” verifichiamo il risultato finale, che sarà come quello riportato in figura 4.



Figura 4 – L’esecuzione del report.



Conclusioni

A questo punto siamo arrivati al termine di questa ottava parte, nei prossimi articoli vedremo altre funzionalità e man mano anche l’aspetto della programmazione.

L’articolo ha voluto fornire indicazioni, su come implementare un report esistente creato in maniera manuale, la possibilità di visualizzzare i dati di una fonte dati.
Parte 1 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html


Parte 2 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html

Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html

Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html

Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html

Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html   

Parte 7 http://emanuelemattei.blogspot.it/2013/01/tutorial-reporting-services-parte-7-la.html

Tutorial Reporting Services parte 7 la gestione di una fonte dati

Riporto l'articolo scritto per il sito http://www.iprogrammatori.it/articoli/programmazione/tutorial-reporting-services-2012/art_gestire-le-fonti-dati_1221.aspx

In questo nuovo articolo del tutorial su Rerporting Services 2012, vediamo come si crea un report manualmente ossia senza l'utilizzo della creazione guidata ma secondo le nostre esigenze personalizzandolo in vari modi.
Nelle precedenti lezioni, si è visto partendo da un’autocomposizione guidata alcune sfaccettature dei report, in questo articolo ne vedremo altre.
Naturalmente su Reporting Services c’è molto da illustrare e spiegare, in alcuni casi verrà effettuata una panoramica in altri un vero e proprio approfondimento.

Creazione del report

Si apre “Sql Server Data Tools” dalla voce di menu Microsoft Sql Server 2012, che ora dovremmo conoscere alla perfezione.
Dalla voce di menu “File” selezioniamo la voce di menu “Nuovo…” e nella finestra che viene aperta (figura 1) selezioniamo il modello “Progetto Server di Report “.


Figura 1 – Creazione di un progetto per la creazione dei report.

Impostiamo nella casella “Nome”, un valore, in modo che gli assegnamo il nome progetto (Es. ReportTutorial), confermate il tutto tramite il pulsante “OK”.

Figura 2 – il progetto vuoto

Verrà aperto l’ambiente di sviluppo, nella finestra di “Esplora Soluzioni” (figura 2) verrà riportato il progetto senza nessun elemento.
Facciamo click sulla cartella con il nome “Report” tramite il tasto del mouse, e dal menu, selezioniamo la voce “Aggiungi” e dal menu che visualizza la voce “Nuovo Elemento”, in modo che viene aperta una finestra con gli elementi da inserire (Figura 3).


Figura 3 – Gli elementi che possiamo aggiungere.

Dal menu, avrete notato la seguente voce “Aggiungi nuovo report”, questa voce, avvia la creazione guidata del report, nel nostro caso non l’abbiamo selezionato, perché già vista nei precedenti articoli.
Con la voce  "Nuovo elemento", invece, selezioniamo il modello “Report” come mostrato in figura 3, fornendo un nome (ReportEsempio), in questo modo verrà aperto il report in modalità disegno.
Dalla barra degli strumenti, che di norma è situata sulla sinistra, inseriamo un controllo di tipo “Casella di testo”, posizioniamolo in alto (nei prossimi articoli vedremo come utilizzare l’ambiente di sviluppo ed in particolare le relative funzionalità per allineare, ordinare e sistemare i controlli nel report) in modo che viene utilizzato come titolo.
Facciamo click con il tasto destro del mouse e selezioniamo la voce “Proprietà casella di testo…”, nella finestra che viene aperta, impostiamo il campo “Valore”, con il seguente testo “Titolo report”.  Confermiamo il tutto tramite il pulsante ok.

Aggiunta di una connessione dati

Ora non ci resta che collegare il nostro report ad una connessione base, in questo modo possiamo visualizzare i dati presenti in una tabella.
Prendendo in riferimento, la tabella del report precedente, di Microsoft Sql Server 2012, andremo a puntare a quella base dati.
Dalla barra “Dati Report” (figura 4), facciamo click con il tasto destro del mouse sulla  cartella con il nome “Origine Dati”  , e dal menu, selezioniamo la voce “Aggiungi origine dati” ,  in modo che viene aperta una finestra che permette la gestione della connessione dati (Figura 5).

Figura 4 – la finestra dati report

La finestra per la gestione di un origine dati, ci permette di selezionare la fonte dati, come server, tabelle, ecc.


Figura 5 – Finestra per la connessione ad una fonte dati.
Nella finestra che viene aperta (figura 5)  ci chiede la connessione al database.
Facciamo click sul pulsante “Modifica” in modo che possiamo impostare le informazioni relative alla connessione dati.
Verrà aperta una nuova finestra (figura 5) , se l’origine dati è di tipo “Microsoft Sql Server (Sqlclient) nella casella “Nome Server” impostiamo il nome del server, nel nostro caso è locale (si può indicare anche con il punto), in modo che si connette alla fonte dati.


Figura 6 – le impostazioni della connessione dati.

Nella parte inferiore, selezioniamo il nome del database (nel nostro caso è “Test”) e tramite il pulsante “Test Connessione” effettuiamo la verifica dei dati.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Sempre nella finestra dati report, facciamo click sulla cartella denominata “Set di Dati”, e tramite il pulsante destro del mouse, selezioniamo la voce di menu “Aggiungi set di dati”, nella finestra che viene aperta (Figura 6), impostiamo l’opzione “Utilizzare un set di dati incorporato nel report”.


Figura 7 – la progettazione della query

In questo modo abbiamo la possibilità di progettare la nostra query.
Tramite il pulsante “Progettazione Query…”, possiamo disegnare la query,  per estrapolare i campi e dati che vogliamo visualizzare nel report.
Verrà aperta una finestra (figura 8) nella quale possiamo scrivere codice sql o far generare tale codice per i dati che ci interessano.


Figura 8 – La progettazione della query.

Tramite il tasto destro del mouse, nella parte in alto bianca, possiamo aggiungere la tabella, in modo che tramite il designer possiamo specificare quali campi visualizzare.
Nel menu (figura 8) selezioniamo la voce “Aggiungi Tabella…” e nella finestra che viene aperta, aggiungiamo la tabella che vogliamo utilizzare nel report, nel nostro caso “Dati”.
Nella barra in alto, il punto esclamativo permette di eseguire la query per fare una prova di quali e quanti record vengono estrapolati.
Confermiamo il tutto tramite il pulsante “OK”.
Dalla finestra “Dati Report” (figura 9)  nella sezione “Set di dati”, trascinare i campi del dataset aggiunto in precedenza. Trasciniamo i vari campi, nel report e poi tramite il pulsante “Anteprima” visualizza i dati del report.


Figura 9 – il report per la visualizzare dei campi

I dati che verranno visualizzati, sono i primi di quelli che vengono estrapolati dalla query.
Infatti se facciamo click sul campo tramite il tasto destro del mouse, e selezioniamo la proprietà della casella di testo, vedremo che viene utilizzata la parola chiave “First”, che indica il primo record della query.
Nei prossimi articoli, vedremo come inserire più record.

Conclusioni
Abbiamo visto come creare un report dal nulla e collegarlo ad una fonte dati. Anche se i dati, sono approssimativi, ossia che vengono visualizzati solo quelli del primo record, nel prossimo articolo, vedremo altre funzionalità del report,  come la visualizzazione di più record, mentre nei prossimi articoli impareremo anche come effettuare una connessione al database Microsoft Access.
Parte 1  http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/09/tutorial-reporting-services-2012.html  
Parte 2  http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-di-sql.html
Parte 3 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte.html
Parte 4 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-le.html
Parte 5 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-2012-parte_20.html
Parte 6 http://emanuelemattei.blogspot.it/2012/12/tutorial-reporting-services-parte-6-la.html

More Posts Next page »